VASECTOMIA
(Le inormazioni contenute in questo sito servono a migliorare , ma NON POSSONO IN ALCUN MODO SOSTITUIRE il rapporto diretto medico-paziente)
I metodi contraccettivi attraverso i quali si cerca di evitare volontariamente un concepimento sono molteplici: utlizzo del preseravtivo (unica moddalità profilattica oltra che contraccettiva), pillola anticoncezionale, protesi intrauterina (IUD - "Spirale"), coito interrotto e procedure chirurgiche.
Tra queste la vasectomia, ovvero la legatura indipendente e bilaterale dei dotti deferenti maschili (ovvero quei condotti che veicolano gli spermatozoi dal testicolo all'uretra) è un metodo universalmente riconoscito come semplice, sicuro, efficace e quasi privo di complicanze. In Italia il ricorso a tale metodica di contraccezione maschile è numericemente limitiato, rispetto ad altri paesi sia europei che del mondo occidentale, per ragioni storiche, culturali, ambientali ed anche medico-legali.
Tecnicamente la vasectomia consiste nell'isolare, legare e sezionare i dotti deferenti bilateralmente mediante un piccolo accesso chirurgico (quasi sempre in anestesia locale) praticato all'altezza del funicolo spermatico 2-3 cm al di sopra del testicolo, sulla porzione anteriore dello scroto. L'intervento viene eseguito in anestesia locale o loco-regionale e non necessita di ricovero.
Non vi sono alterazioni della potenza sessuale.
Vi sono implicazioni, anche medico-legali (formalmente la vasectomia è un intervento che produce una lesione personale gravissiva - lesione di apparato, reato contro la procreazione e contro la razza) che con il tempo sono state superate anche se formalmente mai abolite. E' necessaria la comprensione, però, da parte del paziente e della coppia, che l'intervento è irreversibile e compromette in maniera definitiva la possibilità di procreare (sebbene siano possibili interventi "reversal" le cui percentuali di successo sono molto ridotte) pertanto la decisione deve essere ben ponderata. Condizione necessaria è che la coppia abbia 2 figli viventi al momento dell'intervento e, preferibilmente, che il paziente abbia un'età superiore ai 35 anni.
Last Updated: 27/02/2009